stato
Torna su

CONTAMINAZIONE DEL SUOLO

Per quanto riguarda la contaminazione diffusa del Suolo in Piemonte, le criticità maggiori sono legate alla presenza di aree estese caratterizzate da elevate concentrazioni di Cromo, Nichel e Cobalto di prevalente origine naturale.
L’argomento Qualità del suolo rientra in un Obiettivo dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile sottoscritta nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU.

Obiettivo 15: Proteggere, ripristinare e favorire un uso sostenibile dell’ecosistema terrestre.
Traguardo 15.3: Entro il 2030, combattere la desertificazione, ripristinare i terreni degradati e il suolo, compresi i terreni colpiti da desertificazione, siccità e inondazioni, e sforzarsi di realizzare un mondo senza degrado del terreno.

Il suolo è una risorsa limitata e non rinnovabile, indispensabile per la vita sulla terra, in quanto svolge molteplici funzioni per l’ecosistema e per l’uomo.
I terreni sono il fondamento dell'agricoltura. Essi forniscono servizi ecosistemici vitali alla base della produzione di alimenti, mangimi, carburanti, fibre e prodotti per il benessere umano.
Il suolo è inoltre la matrice ambientale con la più grande riserva di carbonio organico, essenziale per la mitigazione e l'adattamento ai cambiamenti climatici. In un'epoca di carenza idrica, il suolo risulta fondamentale per lo stoccaggio e la distribuzione appropriata dell’acqua.
Il suolo può essere contaminato da fonti puntuali, che agiscono su una superficie limitata e sono attribuibili ad un soggetto giuridico chiaramente individuabile, o da fonti diffuse, per le quali non è possibile discriminare il contributo delle singole fonti alla contaminazione riscontrata e sono quindi attribuibili alla società indifferenziata.
La contaminazione diffusa del suolo è un fenomeno che può avere ripercussioni negative sulla qualità dell’ambiente, sulla salute dell’uomo e sull’economia. I contaminanti che si depositano al suolo possono infatti essere pericolosi anche in concentrazioni molto basse soprattutto nel caso di presenza contemporanea di più contaminanti al suolo; quest’ultima può provocare effetti di interazione e conseguente amplificazione degli loro effetti negativi.
Le attività industriali, il traffico automobilistico, gli impianti di produzione energetica e di trattamento dei rifiuti, il riscaldamento domestico e tante altre attività umane immettono nell’atmosfera inquinanti che si depositano al suolo e permangono per lunghi periodi prima di essere degradati o trasportati dall’acqua.
Inoltre l’utilizzo prolungato in agricoltura di concimi, antiparassitari, liquami zootecnici e fanghi di depurazione delle acque porta al suolo metalli pesanti e altre sostanze nocive che con il tempo possono raggiungere concentrazioni rilevanti.

rete di monitoraggio

Arpa Piemonte realizza un programma di monitoraggio dei suoli del territorio piemontese, con lo scopo principale di valutare la presenza, origine, intensità e distribuzione spaziale della contaminazione diffusa del suolo, identificare sul territorio la presenza di aree critiche caratterizzate da elevate probabilità di superamento dei limiti individuati dalle normative vigenti e fornire indicazioni a grande scala relative ai valori di fondo dei contaminanti.
Il monitoraggio dei suoli è effettuato in corrispondenza di stazioni di monitoraggio distribuite su tutto il territorio regionale, in corrispondenza dei vertici di una maglia sistematica ampliata con livelli successivi di approfondimento.
Allo stato attuale sono stati campionati e analizzati i suoli di 470 stazioni su maglia sistematica 9x9 km, realizzata su tutto il territorio piemontese, e 3x3 o 1,5x1,5 km realizzate in aree caratterizzate da problemi rilevanti di contaminazione diffusa del suolo.
I dati della rete sistematica sono integrati con analisi di stazioni di monitoraggio (attualmente 340), realizzate nell’ambito di altri progetti realizzati da Arpa e campionate e analizzate con le stesse procedure.

Figura 1
Stazioni di monitoraggio della Rete di monitoraggio ambientale dei suoli del Piemonte - anno 2017

Fonte: Arpa Piemonte - Rete di monitoraggio ambientale dei suoli (Dati aggiornati a gennaio 2017)

Per approfondimenti consulta la Rete di monitoraggio del suolo sul sito di Arpa Piemonte.

Il campionamento dei suoli è effettuato a più profondità e per ogni campione prelevato sono analizzati più di 70 contaminanti (metalli pesanti, IPA - idrocarburi policiclici aromatici, PCB - policlorobifenili, e PCDD/DF - diossine - furani) per i quali sono fissati valori limite dal DLgs 152/06.
Il consistente numero di campioni fornito dalla rete permette di ottenere, attraverso l’utilizzo di modelli predittivi geostatistici, rappresentazioni spaziali attendibili a scala regionale della concentrazione dei contaminanti analizzati.
Tramite opportune semplificazioni dei risultati ottenuti dai modelli previsionali, sono delimitate sul territorio aree omogenee di concentrazione dei contaminanti e aree critiche che presentano probabilità elevate di superamento dei limiti di legge stabiliti dal DLgs 152/06 (aree verdi pubbliche e private - Colonna A).
In corrispondenza delle aree omogenee di concentrazione individuate per i singoli contaminanti, sono effettuate valutazioni relative alla presenza, origine, intensità della contaminazione diffusa, attraverso l’utilizzo combinato di elaborazioni statistiche e calcolo di indici di arricchimento.

I risultati delle elaborazioni evidenziano la presenza di tre principali gruppi di contaminanti responsabili di altrettante forme di contaminazione diffusa differenti per origine e intensità: Contaminanti di prevalente origine naturale, Contaminanti di prevalente origine antropica e Contaminati organici.

Contaminanti di prevalente origine naturale

Metalli pesanti (Cromo, Nichel, Cobalto, Arsenico, Vanadio) e metalloidi (Arsenico) presentano aree critiche molto estese e ben delimitate sul territorio, con concentrazioni medie e valori di fondo molto elevati rispetto ai limiti di legge. L’origine è principalmente attribuibile al substrato litologico e/o ai sedimenti che hanno contribuito alla formazione del suolo. Ad esempio le elevate concentrazioni di Cromo, Nichel e Cobalto, riscontrate prevalentemente nelle pianure Torinese e Canavese (Stura Lanzo, Doria Riparia) e Alessandrino (Bormida, Orba), sono attribuibili in prevalenza alla presenza di rocce ultramafiche naturalmente ricche di questi elementi coinvolte nei vari processi di formazione del suolo superficiale. Esempi di elaborazioni statistiche e geostatistiche in figure da 2 a 6.

Figura 2
Cromo nei suoli(1) del territorio piemontese - anno 2017

I - Stima delle probabilità (%) di superamento dei limiti di legge (2),
II - Aree omogenee di concentrazione (a, b, c) e aree critiche (d, e) con probabilità elevate di superamento dei limiti di legge (2).

(1) Elaborazione degli orizzonti B (30 - 60 cm per i suoli naturali o indisturbati e 20 cm al disotto dell’orizzonte arato Ap per i suoli agricoli).
(2) Limiti di legge stabiliti DLgs 152/06 per le aree verdi pubbliche e private (colonna A).

Fonte: Arpa Piemonte - Rete di monitoraggio ambientale dei suoli (Dati aggiornati a gennaio 2017)

Le elaborazioni statistiche relative al cromo sono disponibili sugli indicatori on line

Figura 3
Monitoraggio del Cromo nella pianura del torinese - anni 2015-2017

Aree omogenee di concentrazione (b,c) e aree critiche (d1, e1) con probabilità elevate di superamento dei limiti di legge(2) del Cromo (Cr) nei suoli(1)


(1) Elaborazione degli orizzonti B (30 - 60 cm per i suoli naturali o indisturbati e 20 cm al disotto dell’orizzonte arato Ap per i suoli agricoli).
(2) Limiti di legge stabiliti DLgs 152/06 per le aree verdi pubbliche e private (colonna A).

Fonte: Arpa Piemonte - Rete di monitoraggio ambientale dei suoli (Dati aggiornati a gennaio 2017)

Figura 4
Nichel nei suoli(1) del territorio piemontese - anno 2017

I - Stima delle probabilità (%) di superamento dei limiti di legge (2),
II - Aree omogenee di concentrazione (a, b, c) e aree critiche (d, e) con probabilità elevate di superamento dei limiti di legge (2).


(1) Elaborazione degli orizzonti B (30 - 60 cm per i suoli naturali o indisturbati e 20 cm al disotto dell’orizzonte arato Ap per i suoli agricoli).
(2) Limiti di legge stabiliti DLgs 152/06 per le aree verdi pubbliche e private (colonna A).


Fonte: Arpa Piemonte - Rete di monitoraggio ambientale dei suoli (Dati aggiornati a gennaio 2017)

Le elaborazioni statistiche relative al nichel sono disponibili sugli indicatori on line

Figura 5
Cobalto nei suoli(1) del territorio piemontese - anno 2017


I - Stima delle probabilità (%) di superamento dei limiti di legge (2),
II - Aree omogenee di concentrazione (a, b, c) e aree critiche (d, e) con probabilità elevate di superamento dei limiti di legge (2).
(1) Elaborazione degli orizzonti B (30 - 60 cm per i suoli naturali o indisturbati e 20 cm al disotto dell’orizzonte arato Ap per i suoli agricoli).
(2) Limiti di legge stabiliti DLgs 152/06 per le aree verdi pubbliche e private (colonna A).

Fonte: Arpa Piemonte - Rete di monitoraggio ambientale dei suoli (Dati aggiornati a gennaio 2017)

Le elaborazioni statistiche relative al cobalto sono disponibili sugli indicatori on line

Figura 6
Arsenico (As) nei suoli(1) del territorio piemontese - anno 2017

I - Stima delle probabilità (%) di superamento dei limiti di legge (2),
II - Aree omogenee di concentrazione (a, b, c) e aree critiche (d, e) con probabilità elevate di superamento dei limiti di legge (2).


(1) Elaborazione degli orizzonti B (30 - 60 cm per i suoli naturali o indisturbati e 20 cm al disotto dell’orizzonte arato Ap per i suoli agricoli).
(2) Limiti di legge stabiliti DLgs 152/06 per le aree verdi pubbliche e private (colonna A).

Fonte: Arpa Piemonte - Rete di monitoraggio ambientale dei suoli (Dati aggiornati a gennaio 2017)

Contaminanti di prevalente origine antropica

I metalli pesanti (Piombo, Rame, Zinco, Antimonio, Stagno, Berillio) presentano aree critiche di dimensioni ridotte, concentrazioni più elevate in corrispondenza degli orizzonti superficiali ad indicare deposizione da contaminazione diffusa e valori di fondo leggermente superiori ai limiti di legge. L’origine dell’inquinamento diffuso è attribuibile a deposizioni atmosferiche (traffico stradale, riscaldamento domestico, attività industriali, inceneritori etc…) e attività legate all’agricoltura intensiva (utilizzo di concimi, fitofarmaci, fanghi di depurazione, liquami zootecnici etc…). Esempi di elaborazioni statistiche e geostatistiche nelle figure da 7 a 10.

Figura 7
Piombo (Pb) nei suoli1 del territorio piemontese - anno 2015

I - Stazioni di monitoraggio per classi di concentrazione in mg/kg.
II - Stima della concentrazione in mg/kg.
III - Stima delle probabilità (%) di superamento dei limiti di legge2.
IV - Aree omogenee di concentrazione (a, b, c) ed aree critiche (d, e) con probabilità elevate di superamento dei limiti di legge2.
V - Box plot3 della concentrazione in mg/kg per aree omogenee di concentrazione e confronto con i limiti di legge2 (linea orizzontale rossa).



1 Elaborazione degli orizzonti A (0 - 10 cm per i suoli naturali o indisturbati e orizzonte arato Ap per i suoli agricoli).
2 Limiti di legge stabiliti DLgs 152/06 per le aree verdi pubbliche e private (colonna A).
3 rettangolo = distanza interquartile (IQR=Q3-Q1), linea orizzontale = mediana, pallino = valore outlier (>Q3+1,5*IQR), linee verticali tratteggiate = range di valori con esclusione degli outliers.

Fonte: Arpa Piemonte - Rete di monitoraggio ambientale dei suoli (Dati aggiornati ad Aprile 2015).

Le elaborazioni statistiche relative al piombo sono disponibili sugli indicatori on line

Figura 8
Zinco (Zn) nei suoli1 del territorio piemontese - anno 2015

I - Stazioni di monitoraggio per classi di concentrazione in mg/kg.
II - Stima della concentrazione in mg/kg.
III - Stima delle probabilità (%) di superamento dei limiti di legge2.
IV - Aree omogenee di concentrazione (a, b, c) ed aree critiche (d, e) con probabilità elevate di superamento dei limiti di legge2.
V - Box plot3 della concentrazione in mg/kg per aree omogenee di concentrazione e confronto con i limiti di legge2 (linea orizzontale rossa).



1 Elaborazione degli orizzonti A (0 - 10 cm per i suoli naturali o indisturbati e orizzonte arato Ap per i suoli agricoli).
2 Limiti di legge stabiliti DLgs 152/06 per le aree verdi pubbliche e private (colonna A).
3 Rettangolo = distanza interquartile (IQR=Q3-Q1), linea orizzontale = mediana, pallino = valore outlier (>Q3+1,5*IQR), linee verticali tratteggiate = range di valori con esclusione degli outliers.

Fonte: Arpa Piemonte - Rete di monitoraggio ambientale dei suoli (Dati aggiornati ad Aprile 2015).

Le elaborazioni statistiche relative allo zinco sono disponibili sugli indicatori on line

Figura 9
Zinco (Zn) nei suoli(1) del territorio della città di Torino e fascia periurbana - anno 2017


(1) Elaborazione degli orizzonti A (0 - 10 cm per i suoli naturali o indisturbati e orizzonte arato Ap per i suoli agricoli).
 
Fonte: Arpa Piemonte - Rete di monitoraggio ambientale dei suoli (Dati aggiornati a gennaio 2017).

Figura 10
Rame nei suoli1 del territorio piemontese - anno 2015

I - Stazioni di monitoraggio per classi di concentrazione in mg/kg.
II - Stima della concentrazione in mg/kg.
III - Stima delle probabilità (%) di superamento dei limiti di legge2.
IV - Aree omogenee di concentrazione (a, b, c) ed aree critiche (d, e) con probabilità elevate di superamento dei limiti di legge2.
V - Box plot3 della concentrazione in mg/kg per aree omogenee di concentrazione e confronto con i limiti di legge2 (linea orizzontale rossa).



1 Elaborazione degli orizzonti A (0 - 10 cm per i suoli naturali o indisturbati e orizzonte arato Ap per i suoli agricoli).
2 Limiti di legge stabiliti DLgs 152/06 per le aree verdi pubbliche e private (colonna A).
3 Rettangolo = distanza interquartile (IQR=Q3-Q1), linea orizzontale = mediana, pallino = valore outlier (>Q3+1,5*IQR), linee verticali tratteggiate = range di valori con esclusione degli outliers.
Fonte: Arpa Piemonte - Rete di monitoraggio ambientale dei suoli (Dati aggiornati ad Aprile 2015).

Le elaborazioni statistiche relative al rame sono disponibili sugli indicatori on line

Contaminanti organici

Le Diossine - furani (PCDD/DF), i policlorobifenili (PCB) e gli idrocarburi policiclici aromatici (IPA) hanno origine prevalentemente antropica (combustioni di idrocarburi, attività industriali, incenerimento di rifiuti etc…). Presentano forme lievi di contaminazione diffusa su tutto il territorio con concentrazioni medie e valori di fondo ampiamente al disotto dei limiti di legge. Non sono state individuate zone critiche, mentre i pochi superamenti riscontrati sono da attribuire a casi isolati di contaminazione puntuale. Esempi di elaborazioni statistiche e geostatistiche nelle figure 11-12.

Figura 11
Policlorobifenili (PCB – mg/kg) nei suoli(1) del territorio piemontese – anno 2015

I - Stima delle probabilità (%) di superamento dei limiti di legge (2),
II - Aree omogenee di concentrazione (a, b, c) e aree critiche (d, e) con probabilità elevate di superamento dei limiti di legge (2).



(1) Elaborazione degli orizzonti B (30 - 60 cm per i suoli naturali o indisturbati e 20 cm al disotto dell’orizzonte arato Ap per i suoli agricoli).
(2) Limiti di legge stabiliti DLgs 152/06 per le aree verdi pubbliche e private (colonna A).
Fonte: Arpa Piemonte - Rete di monitoraggio ambientale dei suoli (Dati aggiornati ad Aprile 2015).

Le elaborazioni statistiche relative ai Policlorobifenili sono disponibili sugli indicatori on line

Figura 12
Diossine e furani (PCDD/DF - ng/kg I-TE) nei suoli(1) del territorio piemontese – anno 2015

I - Stima delle probabilità (%) di superamento dei limiti di legge (2),
II - Aree omogenee di concentrazione (a, b, c) e aree critiche (d, e) con probabilità elevate di superamento dei limiti di legge (2)

(1) Elaborazione degli orizzonti B (30 - 60 cm per i suoli naturali o indisturbati e 20 cm al disotto dell’orizzonte arato Ap per i suoli agricoli).
(2) Limiti di legge stabiliti DLgs 152/06 per le aree verdi pubbliche e private (colonna A).
Fonte: Arpa Piemonte - Rete di monitoraggio ambientale dei suoli (Dati aggiornati al 2015)

Le elaborazioni statistiche relative alle diossine e furani sono disponibili sugli indicatori on line

I dati forniti dalla rete di monitoraggio, rappresentano una fondamentale base scientifica di riferimento per attività correlate alla valutazione della qualità del suolo e dell’ambiente, alla pianificazione territoriale su ampia scala e all’applicazione delle normative che riguardano la contaminazione del suolo (terre e rocce da scavo, siti contaminati, piani di gestione dell’inquinamento diffuso).

Per approfondimenti

Raccomandazioni relative all’utilizzo dei dati forniti
dalla rete di monitoraggio della qualità dei suoli

I dati forniti dalla rete di monitoraggio rappresentano una fondamentale base scientifica di riferimento per attività correlate alla valutazione della qualità del suolo e dell’ambiente, alla pianificazione territoriale su ampia scala e all’applicazione delle normative che riguardano la contaminazione del suolo (es. DLgs 152/06, DM 10 agosto 2012 n. 161).

Per l’utilizzo e l’interpretazione dei dati è opportuno specificare:
  • i parametri statistici e i valori di fondo forniti per area omogenea di concentrazione possono essere utilizzati come riferimento esclusivamente per lo strato superficiale interessato da processi chimici, fisici e biologici della pedogenesi e per una profondità non superiore a 0-100 cm;
  • le determinazioni analitiche in laboratorio sono condotte sull'aliquota di granulometria inferiore a 2 mm;
  • le concentrazioni dei contaminanti derivate da una o più stazioni di monitoraggio non possono essere considerate rappresentative del livello di contaminazione locale;
  • l’ottenimento di parametri statistici rappresentativi a scala di dettaglio comunale e/o locale è vincolato ad un ulteriore approfondimento con monitoraggio di maggiore dettaglio (monitoraggio sistematico con maglia 3x3 km o 1,5x1,5 km);
  • l’eventuale incongruenza della concentrazione del singolo dato rispetto a quella stimata può essere attribuito, oltre che alla scala di rappresentazione, alla bassa rappresentatività del punto rispetto alla popolazione di dati individuata all’interno dell’area omogenea;
  • i valori di fondo forniti per aree omogenee di concentrazione, non possono sostituire in nessun modo i valori di fondo sito-specifici citati dall’art. 240 del DLgs 152/06;
  • nell’ambito dell’applicazione del DM 10 agosto 2012 n. 161, i dati della rete possono essere utilizzati come confronto esclusivamente con i campioni superficiali prelevati alla profondità 0-100 cm.